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EDDIE'S
Iron Maiden - Burning Ambition: la nostra piccola recensione PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Maggio 2026 13:40 MaZZo
burningambition

Ci siamo deliziati nel vedere Burning Ambition a poche ore dal suo arrivo nei cinema
di mezza Italia. La durata del film è perfettamente in linea con quella di uno show
degli Iron Maiden: quei 105 o 106 minuti in cui i nostri ci entusiasmano a ogni
concerto.
Un film “sugli Iron Maiden”. Certamente sì. Sul loro successo, sul loro impatto, sulla
loro filosofia e sulle caratteristiche che li hanno resi la più grande band heavy metal
del mondo. Un film che vede un contributo fatale dei fan, azzeccatissimo soprattutto
nei passaggi relativi al tour del 1984 in Polonia e al cambio di guardia Bruce-Blaze-
Bruce. Bello il passaggio inerente a Behind The Iron Curtain o alle esperienze dei
fan in momenti difficili della storia recente; un po’ più scapigliati i salti temporali che
servono a tematizzare in modo più articolato alcune tematiche che hanno delineato il
successo della band (iconografia, rapporto con i fan, i rapporti all’interno della band).
Questi salti rompono un po’ la cronologia del racconto e, ai fan della prima ora,
certamente non piaceranno.

Un film “negli Iron Maiden”. Molto meno. I materiali sono raramente inediti e spesso
recuperati da banche video o da quanto già prodotto in occasione di videoclip o di
programmi TV. Anche la qualità del materiale cambia notevolmente da un periodo
all'altro. Quanto gli Iron Maiden hanno contribuito, di nuovo, sta fondamentalmente
nei contributi audio e in un paio di clip di Nicko. Interessanti i passaggi che
introducono all’uscita di Blaze, alla malattia di Bruce e all’addio di Nicko.

Un film “degli Iron Maiden”. Fino a un certo punto. Se è vero che tutta la band regala
numerosi contributi audio che costituiscono un po’ la spina dorsale del racconto, è
chiaro che si tratta di una compilazione di materiale su cui la band ha avuto un
controllo limitato. Benintesi, gli autori del lavoro stanno ben all’interno del seminato e
non scheggiato di una briciola l’aura in cui Harris e soci vivono e vedono come la
loro vera comfort zone.

Cosa manca? Sebbene ci sia una certa coerenza nel flusso di immagini e idee, forse
manca qualcosa sugli esordi che avrebbe valso la pena inserire, la corte ad Adrian
Smith (che si sarebbe ben legata anche al suo abbandono del 1990), la scelta e poi
l’abbandono di Dennis Stratton (praticamente mai citato e mai intervistato), qualcosa
in più su Bruce e Adrian al di fuori dei Maiden, prima del loro ritorno, l’arrivo di Simon
Dawson (anche lui a malapena citato).

Cento minuti che volano, ma che forse lasciano spazio ad un futuro film che svisceri
meglio alcuni aspetti. Da non perdere in ogni caso.

La redazione di Eddie’s

 
Legacy of the Beast Mayan Arena - Shaman Eddie PDF Stampa E-mail
Sabato 22 Aprile 2017 06:27 MaZZo
 
Marke Hard 'n' Heavy - doppio appuntamento in memoria di R.J. Dio PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Agosto 2011 19:43 MrCoppa

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( 8 Voti )

Nuovo doppio appuntamento per il progetto Marke Hard 'n' Heavy. Eddie's sarà presente come sempre con banchetto informativo e libri targati Iron Maiden, incluso il nuovissimo: Iron Maiden dalla A alla Z - Come nessuno ve li ha raccontati prima, di Cristiano Canali e Marco Gamba.

 

Di seguito le info delle due serate:

 

Sabato 3 settembre - all'Arena Barcaccia di Civitanova Marche (MC) si esibiranno i G.O.D., tributo a R.J. Dio, accompagnati da Scala Mercalli ed Hydro. Inizio concerti 21:30, ingresso gratuito (ad offerta).

 

Domenica 4 settembre - all'Arena Barcaccia di Civitanova Marche (MC) si esibiranno gli Extrema di Tommy Massara e soci, accompagnati da Gunfire, Day of Deliverance, Sybilla, Sun King, Red Max e Bothers. Inizio concerti 18:30, ingresso 10,00 Euro.

 

Ricordiamo che i proventi delle due serate andranno in beneficenza.

 
1981- 2011: Killer Tour in Italia (Part 3)! PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Maggio 2011 17:23 MaZZo

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( 21 Voti )

La porzione italiana del Killer Tour si chiude con la data di Milano del 4 aprile 1981.
A dispetto dei molti che attribuivano al 30 aprile i concerti milanesi degli Iron Maiden, essi si sono invece svolti il 4 aprile.
Già, parliamo al plurale, perché i concerti sono stati due. Il primo è stato un concerto pomeridiano, tenutosi al Rolling Stone, che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone.
Il concerto è stato ripreso dalla RAI e successivamente trasmesso in TV. Il secondo concerto si è tenuto sempre al Rolling Stone di Milano, ma alla sera. Siamo in grado di rivivere lo show grazie al pezzo “I watt degli Iron Maiden travolti dalla folla” di Mario Luzzatto Fegiz, apparso sul Corriere Della Sera del 5 aprile. Roboante è stata la prestazione dei Maiden e dei fan accorsi per acclamarli: “Giovanissimi, precisi, teatrali, con un volume sonoro che può portare alla pazzia il non amatore e alla beatitudine il rock-fan, gli Iron Maiden si sono esibiti ieri pomeriggio e ieri sera al Rolling Stone (ex-Studio 54) di Corso XXII Marzo. Lo show pomeridiano era stato in forse fino all’ultimo (c’erano poco meno di 1000 giovani entusiasti). Mentre alla sera (dove c’erano, in qualità di supporters, anche i trascinanti More) il locale è stato letteralmente preso d’assalto. In ogni caso quello degli Iron Maiden è stato uno degli appuntamenti rock più suggestivi della stagione milanese: il loro simbolo è costituito da una maschera terrificante che domina la scena, dietro alla batteria e alle abbondanti percussioni, poste a loro volta su una specie di piramide al centro della scena. Tutto intorno casse di amplificazione: sono tante e così potenti che basterebbero per il Palalido (che può contenere oltre 5000 persone). Invece sono quelle che servono ai musicisti per ascoltare i loro stessi suoni (monitors).
Verso il pubblico si riversano decine di migliaia di watt: a venti metri dalle casse acustiche le ossa cominciano a vibrare e si ha una strana sensazione di solletico allo stomaco (alla fine del concerto abbiamo impiegato più di un’ora per riacquistare un udito normale). Ma il rumore dei cinque ragazzi inglesi (età media 22 anni) ha una precisa architettura, quella martellante dell’heavy metal. E, nonostante l’intensità, si riescono a distinguere i singoli apporti strumentali. A questa trascinante crudeltà sonora si aggiunga un impianto luci ricchissimo, che crea mediante l’abbinata giallo-verde e blu-rosso, una scena da spelonca medioevale.
Con i pennelli luminosi delle spotlight che formano precisi, quasi palpabili reticolati, in perfetta armonia e sincronia con i suoni. Così in un vistoso crescendo si arriva al finale: la maschera terrificante si illumina, sputa fumo dagli occhi e dalla bocca, mentre altre due figure mascherate, ai lati del palco, gettano luce e fumo sul pubblico, rulla la batteria, ululano metalliche le chitarre e i cinque trasgressori che fanno impazzire la gioventù inglese si allontanano fra il delirio dei rock fans che prendono d’assalto il palco. Ed è un divertimento nemmeno troppo caro, visto che gli Iron Maiden percepiscono un compenso inferiore a molte rock star italiane: circa seimila dollari (pari a sei milioni di lire) per ogni spettacolo”.

Vi ricordiamo ancora una volta che queste informazioni provengono dalle ricerche effettuate per il volume Iron Maiden dalla A alla Z: Come nessuno ve li ha raccontati prima, pubblicato da Tsunami Edizioni, il cui lancio avverrà al Live Club di Trezzo sull'Adda il 28 maggio 2011.


La redazione di Eddie's
 
USA Tour 2012: news e riflessioni da Houston! (SPOILER) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Agosto 2012 10:49 Cristiano Canali


( 11 Voti )

Il 18 agosto si è tenuto a Houston, Texas, l'ultimo show del Maiden England North American Tour 2012. Tantissimi fan italiani hanno invidiato non poco i numerosi 'colleghi' americani che, quest'anno, hanno avuto il privilegio di assistere ad uno degli spettacoli più adrenalinici di sempre della Vergine di Ferro. Molti hanno ingannato l'attesa scandagliando YouTube in cerca di filmati (possibilmente HD) dei brani più attesi, cioè quelli non eseguiti dal vivo per tanti anni. Alcuni fortunati però, senza aspettare il 2013, hanno avuto il privilegio di essere in prima persona negli USA a godersi le emozioni che solo uno show maideniano riesce a dare. Abbiamo ricevuto via e-mail alcuni commenti particolarmente interessanti, che aumentano a dismisura la voglia di rivedere nuovamente i sei inglesi scatenarsi dal vivo per noi. Li riportiamo di seguito, leggermente riadattati per questa sede:

"Grandi Maiden! La venue era molto bella. Dal pit il concerto è particolarmente emozionante. LO SHOW È MOLTO BELLO, per i dettagli direi forse il più curato insieme al Death On The Road. Tantissimi fuochi, sia fiammate sia fuochi d'artificio veri e propri. Molto bella l'apparizione del conte Michael Kenney (tastierista e tecnico di basso di Steve Harris, NdA) durante 'Seventh Son Of A Seventh Son'. Molto bella anche 'Afraid To Shoot Strangers', rifatta con alcune variazioni da Bruce. I Maiden li ho visti tutti davvero bene. Invecchiano, ma stasera erano pimpantissimi. Bruce e Steve erano fradici e dalla settima/ottava canzone in poi colavano sudore dal fondo dei pantaloni. Mi sono sembrati ancora più in palla di Londra O2 2011. La scenografia è bella, molto azzurra, ma risalta alla grande grazie agli sfondi (che hanno lucine/tinte fluo) e ai fuochi. Mi ha colpito molto la cura che Bruce ha dedicato ai costumi, ne cambia almeno cinque. Durante alcuni brani corrono sugli schermi dei video molto validi (per 'Aces High', il solito degli aerei). Ho visto tutti veramente in forma.
Dalle retrovie vi posso dire che:

- È confermato il tour europeo nell'estate 2013

- I Maiden stanno già scrivendo i pezzi del nuovo album

Bruce non ha detto 'Ci vediamo il prossimo anno' o cose del genere, è stato meno celebrativo rispetto ai nostri show europei".

Ormai è quindi certo che i Maiden calcheranno i palchi europei nell'estate 2013 e giungeranno da noi prevedibilmente nel contesto di qualche festival (molti, tra cui il sottoscritto, hanno sperato fino all'ultimo in qualche show primaverile nei palazzetti, ma quell'epoca sembra davvero terminata, almeno in Italia, nel 2006). È anche emersa, inaspettatamente, la notizia della scrittura di materiale inedito, una pratica piuttosto inusuale per la band, da sempre abituata a gestire separatamente ogni fase del suo lavoro. In attesa di nuove notizie, riprendiamo il conto alla rovescia: la prossima tappa da raggiungere è nientemeno che il primo album solista di Steve Harris! Up The Irons!


La redazione di Eddie's
 
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